Lo sguardo degli assenti

luglio 21, 2014 § 5 commenti

andrea bagni

 

 

éDa un certo punto di vista oggi ci sarebbe uno spazio enorme per un soggetto politico che avesse un orizzonte alternativo all’esistente. Praterie sconfinate di orfani di rappresentanza.

Nelle scuole l’estate ha portato il chiaro annuncio che la musica non cambierà con il nuovo governo: niente investimenti, più soldi per chi accetta più lavoro, a casa i precari, misurazioni invalsi universali per il merito di tutti: studenti istituti insegnanti. Ci salverà la competizione.

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Ce l’hai due tsipras?

aprile 21, 2014 § 1 Commento

 

di andrea bagni

 

 

éPorto a scuola un bel po’ di spillette della lista Tsipras. So che, anche solo per amicizia, due o tre euro per ciascuna dai colleghi li raccolgo. Fanno simpatia quelli che ancora si impegnano in queste cose. Però in sala docenti una mi guarda e mi chiede chi è Tsipras. E va bene, si sa che la domanda circola. A spiegarle un po’ di Syriza, inoltre, mi accorgo che viene fuori una sorta di sinistra arcobaleno e sono felice quando mi salva la fine della ricreazione.

Ma la domanda inquietante la pone un altro collega che mi chiede Che cosa è Tsipras. Pensa forse a una sigla, un acronimo di quelli misteriosi, una medicina. Penso che esistono diverse italie una accanto all’altra. Forse anche una dentro l’altra. Personali schizofrenie culturali. « Leggi il seguito di questo articolo »

Il silenzio della sala docenti

dicembre 31, 2013 § 5 commenti

andrea bagni

é

Quando mi capita di essere invitato a parlare di scuola in qualche luogo più o meno politico, ormai sono quasi in imbarazzo. Non rifiuto ancora, ma certo non mi pare di avere più gran che da dire sulla scuola di oggi. E non credo sia una questione solo scolastica. C’è di più. C’è un cambiamento radicale di paradigma riguardo la società e il lavoro, che spiazza. Intendiamoci, la scuola la si può sempre raccontare. E – almeno a me, programmaticamente ottimista fino quasi all’imbecillità – viene sempre fuori un racconto tutto sommato bello. Non si può insegnare qualcosa a qualcuno se non si ha un po’ fiducia in lui o in lei. A me sembra che succedano ancora nelle classi delle cose intense e importanti. Relazioni significative e anche affettive pur nella asimmetria. Scoperte, piccole lampadine che si accendono. Microsapere che ha dentro il senso della grande conoscenza. « Leggi il seguito di questo articolo »

Il potere degli specchi

dicembre 4, 2013 § Lascia un commento

andrea bagni

éÈ arrivata dappertutto, com’è ovvio, la notizia delle baby prostitute di Roma o delle “ragazze doccia” di Milano. Grande rilievo in molti giornali nazionali. Polemica sulle mamme buone o cattive, complici o denuncianti. Nel mio comune, per di più, ha fatto scalpore la vicenda di una studentessa di sedici anni che ha mandato a qualcuno un video fatto col telefonino di se stessa nuda e danzante, e poi l’ha ritrovato rimbalzato sui cellulari di tutte le scuole della città. Diffusione virale, inseminazione. Se n’è parlato nelle mie classi – il video ce l’avevano tutti nello smartphone, maschi e femmine – e la discussione mi ha abbastanza colpito.

Mi hanno colpito tre aspetti.

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Fare storia con Berlusconi e Loach

settembre 27, 2013 § 2 commenti

 andrea bagni

é

Il messaggio video di Berlusconi del 18 settembre scorso potrebbe essere uno strumento notevole per fare storia. Nei primi minuti, con una sintesi potente e una drammatizzazione un po’ allucinata ma efficace, spiega tutto il Novecento. A me è capitato di ascoltarlo subito dopo aver visto The spirit of ’45 di Ken Loach. E il cortocircuito funziona alla grande. « Leggi il seguito di questo articolo »

“Ora nascerà finalmente il nuovo partito…”

maggio 26, 2013 § Lascia un commento

 andrea bagni

éUn collega in corridoio, dopo la rielezione di Napolitano e il suicidio del PD anti-Prodi, mi ha detto sorridendo, Ora forse nascerà il tuo partito, finalmente… E stavolta ci sta che lo voti anch’io. È stato buffo. Per una volta mi sono sentito dentro le cose che succedono intorno, non solo quello che spera ancora in prospettive impossibili. Perché quella di marzo è stata una svolta politica che è risuonata dappertutto. Qualcosa è sembrato cambiare radicalmente e definitivamente. È stato il crollo di Bisanzio che ha descritto Revelli sul manifesto, o la sua delocalizzazione in una specie di outlet village fuori dal mondo. Con il centrosinistra che ha sciolto in un rapido addio un lungo equivoco. I miei colleghi sono un interessante campo di osservazione. Rappresentano il mondo dell’opinione democratica, quella che si entusiasma (giustamente) per Barbara Spinelli e vorrebbe un centrosinistra decente almeno come linguaggio e stile istituzionale. La sensazione era che con la candidatura di Rodotà qualcosa si apriva e poteva riguardare una volta tanto anche “loro”: non solo la sinistra radicale e un po’ patetica di sempre. L’eroismo di quelli-che-non-mollano-mai non aggrega i miei colleghi. Non aggrega nessuno, temo.

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sul lago ghiacciato

aprile 1, 2013 § 1 Commento

 andrea bagni

éIn molti luoghi di lavoro penso che il movimento cinque stelle abbia cominciato a vincere da molto tempo. Giustamente. Ne ha espresso bene la rabbia, il bisogno di cambiamento radicale e insieme il senso di impotenza. Nelle scuole ragazze e ragazzi fanno da un pezzo occupazioni e autogestioni per prima cosa dichiarando che sono apolitiche. Non oppongono tanto al discorso delle istituzioni un discorso alternativo, un altro sapere – tempi e spazi della megamacchina buropedagogica, riempiti d’altri contenuti. Piuttosto svuotano spazi e tempi, lasciano perdere campanelle e orari, e poi organizzano quel vuoto in forma buffamente “partecipativa”: chi sta nel gruppo della “security” (la chiamano proprio così), chi nelle pulizie, chi nei contatti con la dirigenza. Soprattutto fanno spazio a se stessi, così come sono, più che a un loro progetto di cambiamento, a come vorrebbero il mondo. Tanto sarebbe solo immaginazione, o peggio ideologia: il mondo non è a loro disposizione e lo sentono bene. Che se ne vadano tutti. Non c’è altro da chiedere.

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